Memorie legali in casi riguardanti le leggi statunitensi sul diritto alla divulgazione

FX Networks, LLC e Pacific 2.1 Entertainment Group, Inc. contro Dame Olivia de Havilland, Grand’ufficiale dell’Impero Britannico

Il comitato Supporto Legale di OTW (Organizzazione per i Lavori Trasformativi) ha unito le forze con la Electronic Frontier Foundation e la Fondazione Wikimedia per argomentare che il Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti protegge il diritto di realizzare lavori di espressione creativa riguardanti persone reali, e che il diritto delle leggi sul diritto all’immagine non dovrebbe essere utilizzato per impedire alle persone di realizzare documentari con ricostruzioni sceneggiate (docu-drama), o altri lavori storici e biografici di fantasia.

Facebook, Inc. e ulteriori cinquanta clienti (generalità oscurate per tutelarne la privacy), contro Jason Cross, noto come Mikel Knight; 1203 Entertainment, LLC, e MDRST Marketing/Promotions, LLC

Nel mese di Gennaio 2017, OTW ha lavorato con alcuni alleati a una memoria legale nel caso Cross contro Facebook. La memoria comprende due interventi contro le leggi sui diritti pubblicitari, nel caso in cui vengano usate per spingersi troppo oltre.
La prima tesi sostiene che a nessuno dovrebbe essere permesso di utilizzare le leggi sui diritti pubblicitari per prevenire comunicazioni non commerciali sui social media che li riguardano. La seconda, che la Sezione 230 della legge sulla decenza nelle comunicazioni degli Stati Uniti d’America, che mantiene un regime di “porto sicuro” (safe harbor) per quei siti che ospitano contenuti creati dagli utenti (come i siti di fan e quelli dei social media), protegge questi siti da cause legali nel caso siano presenti contenuti creati dagli utenti che violano i diritti di pubblicità.

Davis contro Electronic Arts

OTW (Organizzazione per i Lavori Trasformativi), assieme alla Electronic Frontier Foundation e al Comic Book Legal Defense Fund (Fondo per la Difesa Legale dei Fumetti), ha chiesto alla Corte Suprema degli Stati Uniti di appianare un disaccordo tra le Corti degli Stati Uniti riguardo a quelle circostanze in cui il Primo Emendamento protegge il diritto alla libertà di parola delle persone di usare il nome, le sembianze o l’identità di qualcuno, nei limiti imposti dal loro diritto di pubblicità. Questo intervento fa parte dello sforzo continuo di OTW per assicurarsi che la protezione del diritto di parola offerta dal Primo Emendamento si estenda al diritto di parola riguardo a persone famose.

Il Comitato Supporto Legale di OTW, assieme alla Electronic Frontier Foundation (EFF), ha redatto una memoria legale chiedendo una nuova udienza all’interno del caso Davis contro Electronic Arts. Il caso riguarda il rapporto tra il Primo Emendamento della Costituzione americana, che garantisce il diritto alla libertà di espressione, e le leggi dello stato sul diritto alla divulgazione, che limitano i modi in cui nomi, sembianze e personaggi possono essere utilizzati. Nella memoria si sostiene che la Corte Federale d’Appello per il Nono Circuito degli Stati Uniti dovrebbe concedere una nuova udienza al caso, perché la sua decisione in questo caso ha avuto come conseguenza uno sbilanciamento in sfavore di quegli autori che desiderano creare lavori espressivi riguardo a persone reali. Si contesta nella memoria che, secondo la decisione attuale, “un artista che crea un lavoro riguardante una persona reale non ha spesso idea di come una corte possa valutare le responsabilità riguardanti lo sfruttamento delle sembianze di quella persona, in particolare se non può essere cert@ della giurisdizione sotto la quale possa ricadere il giudizio.” Nella memoria legale è stata fatta richiesta per una nuova udienza nella quale difendere quegli artisti che intendono creare ritratti realistici di persone reali, e per proteggere l’espressione creativa da diritti sulla divulgazione troppo estesi.

Ryan Hart contro Electronic Arts, Inc.

OTW ha depositato una memoria, congiuntamente a Digital Media Law Project, International Documentary Association e a dieci giuristi, sostenendo che l’utilizzo in un videogioco da parte di EA di dati e descrizioni di giocatori di football di un college ricade all’interno del Primo Emendamento. EA e il pubblico hanno un forte interesse nel Primo Emendamento per poter incorporare informazioni reali – come altezza, peso, numero di maglia e squadra di appartenenza di un giocatore – all’interno di lavori creativi.